CHE COS’E’ IL PIANO DI ZONA?


Il piano di zona e’ lo strumento di programmazione delle politiche sociali. Contribuisce al benessere delle persone e a migliorare la qualità della vita individuale e comunitaria. E’ lo strumento primario per la realizzazione della rete dei servizi sociali. Rappresenta lo strumento di integrazione sociale e sanitaria coordinando gli aspetti ambientali delle istituzioni, del tempo libero, dei trasporti, delle comunicazioni, della formazione, del lavoro, della casa, dei servizi.
E’ uno strumento integrato perché:
– deve mettere in relazione i servizi che si offrono sia che siano rivolte alla singola persona sia alla famiglia;
– deve coordinare politiche sociali, sanitarie, educative, formative, del lavoro, culturali, urbanistiche e abitative.
– perché deve far collaborare e lavorare, in modo coordinato ed efficace per i cittadini, soggetti istituzionali e non, pubblici e privati.
Il piano dovrà contenere obiettivi precisi, azioni mirate, risorse dedicate, in armonia con il Piano regionale dei servizi alla persona e alla comunità. Serve a costruire un sistema integrato di interventi e servizi, attraverso la
collaborazione di più soggetti. E, prima ancora, ad approfondire i bisogni del territorio,
riflettere sull’organizzazione dei servizi, elaborare nuove forme di intervento, destinare risorse aggiuntive.
In base alla legge quadro 328/2000 (“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”) sui Servizi sociali, il Piano di zona deve contenere obiettivi di intervento in aree tipicamente sociali e in quelle dove si richiede una forte sinergia tra servizi sociali e sanitari: minori, giovani e famiglia, anziani, tossicodipendenze, salute mentale, disabilità, immigrazione, povertà ed emarginazione.
Non è uno strumento rigido ma un percorso di elaborazione e concertazione di un documento comune, controfirmato dalle parti, che rappresenta la prima tappa di un percorso in costante evoluzione.

 

OBIETTIVI
– Promuovere il benessere;
– Prevenire il disagio sociale;
– Valorizzare la famiglia, sostenendo le responsabilità famigliari e le capacità genitoriali;
– Rafforzare i diritti dei minori;
– Sostenere adulti in difficoltà;
– Favorire e sviluppare il coordinamento dei servizi per gli anziani;
– Migliorare le azioni e gli interventi;
– Costruire uno strumento metodologico per il mantenimento e l’implementazione delle attività di piano;

 

…”…È lo strumento triennale della programmazione della rete d’offerta sociale

e dell’attuazione dell’integrazione tra la programmazione sociale e sociosanitaria

in ambito distrettuale, anche in rapporto al sistema della sanità, dell’istruzione e della formazione,

della casa e del lavoro”… (art. 18, l.r. 3/2008)